Attacchi di panico. Intervista al dott. Daniele Amato direttore sanitario casa di cura Villa l’Ulivo Carmide

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Attacchi di panico. Intervista al dott. Daniele Amato direttore sanitario casa di cura Villa l’Ulivo Carmide

Il Disturbo di Panico è un disturbo d’ansia caratterizzato da attacchi di panico frequenti ed inaspettati. Gli attacchi di panico sono episodi di improvvisa ed intensa paura, di una rapida escalation dell’ansia “normalmente presente”. Sono accompagnati da sintomi somatici e cognitivi che includono palpitazioni, sudorazione, tremori fini o grandi scosse, sensazione di dispnea o di soffocamento, sensazioni di asfissia, dolore o fastidio al petto, vertigini, vampate di calore, derealizzazione o depersonalizzazione, paura di perdere il controllo o di “impazzire”, paura di morire.

L’attacco ha un inizio improvviso, raggiunge l’apice ed è spesso accompagnato da un senso di pericolo o di catastrofe imminente e di urgenza di allontanarsi. Solitamente si consuma in circa 10 minuti.
Il singolo episodio sfocia facilmente in un vero e proprio Disturbo di Panico e la persona si trova rapidamente invischiata in un tremendo circolo vizioso che spesso la porta dentro la cosiddetta “agorafobia”, ovvero l’ansia relativa all’essere in luoghi o situazioni dai quali sarebbe difficile o imbarazzante allontanarsi, o nei quali potrebbe non essere disponibile un aiuto, nel caso di un attacco di pericolo inaspettato.

Esistono tre tipi caratteristici di attacchi di panico: Inaspettati (non provocati), causati dalla situazione (provocati) e sensibili alla situazione.
Gli attacchi di panico inaspettati sono quelli in cui l’attacco di panico viene avvertito come spontaneo, a “ciel sereno”; quelli causati dalla situazione sono quelli in cui l’attacco si manifesta quasi invariabilmente, subito all’esposizione, o nell’attesa, di uno stimolo o fattore scatenante situazionale; quelli sensibili alla situazione sono simili agli attacchi di Panico causati dalla situazione, ma non sono invariabilmente associati allo stimolo e non si manifestano necessariamente subito dopo l’esposizione.

Le persone con Disturbo di panico vedono la propria esistenza pesantemente condizionata dall’ansia anticipatoria relativa alla comparsa di nuovi attacchi, dagli evitamenti e da comportamenti protettivi che mettono in atto per fronteggiare la propria condizione.
L’ansia determina tipicamente l’evitamento pervasivo di una varietà di situazioni che possono includere: stare soli a casa, uscire da casa, essere in mezzo alla folla, viaggiare in treno o in auto, essere su un ponte o in ascensore, etc. Pertanto tanti soggetti con attacchi di panico ricorrenti cambiano in modo significativo il loro comportamento. Le preoccupazioni per il prossimo attacco o per le sue implicazioni sono spesso associate con lo sviluppo di condotte di evitamento, che se estese a diversi ambiti o situazioni della vita quotidiana, risultano essere molto invalidanti e costrittive, tanto da compromettere la qualità della vita e la propria autonomia ed avere ripercussioni sulla vita lavorativa, familiare e sociale.

La frequenza e la gravità degli attacchi di panico varia molto. Alcuni individui presentano attacchi moderatamente frequenti che si manifestano regolarmente per mesi; altri riferiscono brevi serie di attacchi più frequenti intervallate da settimane o mesi senza attacchi, o con attacchi meno frequenti per molti anni.

Il Disturbo di Panico è una patologia piuttosto diffusa, ingravescente e fortemente invalidante. Secondo l’OMS ne soffre il 2-3% della popolazione mondiale, soprattutto donne. Le cause della malattia non sono state completamente chiarite. Esiste sicuramente una predisposizione genetica, ma non stati ancora individuati specifici geni responsabili. Sono stati individuati una serie di fattori di rischio che concorrono all’insorgenza del disturbo: situazioni
stressanti fisiche e psichiche, familiarità, caratteristiche di personalità, oscillazioni ormonali (soprattutto nelle donne, associate al ciclo mestruale e alla gravidanza).

L’età più comune di esordio è nella media adolescenza e nella prima maturità. Un’ ampia percentuale di soggetti con Disturbo di panico presenta in comorbidità altri disturbi psichiatrici ed in particolare un Disturbo depressivo (10-40%), Disturbo correlato a sostanze (1520%), altri disturbi d’ansia: Fobia Sociale e Disturbo d’ansia generalizzato (15-30%) e DOC (10%).

Nel trattamento del Disturbo di Panico la psicoterapia cognitivo-comportamentale, indirizzata al